DE GASPERI, ROSSI, BOLIS
Biografie e culture dell’europeismo a confronto

di  Massimo Dafano

Si è tenuta mercoledì 4 febbraio alle 15, presso la sala lauree della Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, la presentazione dei volumi Luciano Bolis dall’Italia all’Europa di Cinzia Rognoni Vercelli, Alcide De Gasperi federalista europeo di Daniela Preda e Un federalista giacobino: Ernesto Rossi pioniere degli Stati Uniti d’Europa di Antonella Braga, organizzata dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del centesimo anniversario della nascita di Altiero Spinelli con l’adesione del Movimento Federalista Europeo, della GFE e dell’associazione universitaria EuroSapiens.
Ad ospitare l’incontro, intitolato “De Gasperi, Rossi, Bolis. Biografie e culture dell’europeismo a confronto”, è stato il Master in Istituzioni parlamentari europee e storia costituzionale, diretto da Fulco Lanchester, prorettore della Sapienza per gli atenei federati e membro del Comitato. Presenti Antonella Braga e Daniela Preda, hanno discusso del tema Vincenzo Guizzi, docente di diritto dell’Unione Europea e consigliere della Corte dei Conti, già vice–segretario generale della Camera dei Deputati, Roberto Gualtieri, docente di storia contemporanea e vicedirettore della Fondazione Istituto Gramsci, Piero Graglia, docente di storia delle relazioni internazionali, biografo di Altiero Spinelli e studioso dei movimenti federalisti.
Le biografie presentate, edite nella collana Fonti e studi sul federalismo e l’integrazione europea del Mulino, ricostruiscono le vicende personali e politiche dei tre europeisti, diversi per formazione e vicenda politica, eppure capaci, grazie anche al comune impegno nella Resistenza, di superare le divergenze ideali per unire la giovane democrazia italiana in vista di quel “traguardo di civiltà” – avrebbe detto Spinelli – rappresentato dalla federazione europea.
L’incontro è stato aperto da Fulco Lanchester che ha sottolineato il debito, suo personale ma ancor più di tutta la società accademica, verso l’università di Pavia, scuola principe della dottrina federalista in Italia e luogo di formazione delle autrici delle opere presentate, e ha sottolineato la rilevanza della riflessione federalista nella storia del pensiero giuspubblicistico italiano.
Dopo una breve introduzione di Francesco Gui, incentrato sull’attualità dell’esempio di una collaborazione tra forze politiche diverse per la costruzione di un’Europa federale offerto dalle vicende biografiche dei tre personaggi, Vincenzo Guizzi, membro del Comitato, ha concentrato la sua attenzione sul volume di Cinzia Rognoni Vercelli, dedicato a Luciano Bolis. Spirito mazziniano, attivo nella segreteria dell’MFE sin dal 1948, torturato dai fascisti durante la Resistenza, fino al punto di decidere di tagliarsi la gola con una lametta per non tradire i compagni, Bolis avrebbe dedicato l’intera vita alla militanza federalista, spesso sacrificando le ambizioni personali alla causa. Con l’occasione è stata annunciata l’intenzione di Mino Vianello, ordinario di sociologia economica alla Sapienza, impossibilitato a partecipare causa improrogabili impegni precedenti, di far pervenire alla Prof.ssa Cinzia Rognoni Vercelli le bozze della prima edizione di Il mio granello di sabbia con le correzioni di pugno di Luciano Bolis, regalategli da lui come saluto estremo pochi giorni prima di morire, perché entrino a far parte dell’archivio del Centro di studi storici sul federalismo e l’unificazione europea Mario Albertini di Pavia, da lei diretto.
Alcide De Gasperi federalista europeo è stato al centro dell’intervento di Roberto Gualtieri. Il volume di Daniela Preda, professore associato di Storia contemporanea a Genova e Presidente dell’Associazione Universitaria di Studi Europei, documenta quanto l’impegno del politico trentino per la realizzazione di un’Europa unita sia stato centrale in tutto il suo operato. De Gasperi, scrive Daniela Preda, “giungerà ad abbracciare un internazionalismo non confessionale cattolico nel quale individuava la sintesi storica di correnti ideologiche diverse, ognuna con il suo bagaglio di elementi giuridici, sociali e spirituali atti a promuovere l’unità e la pacifica collaborazione delle genti”. Così De Gasperi stesso, citato nel volume, avrebbe riassunto il suo itinerario, narrando “come un cattolico ortodosso e credente, attraverso l’illuminazione dell’esperienza altrui e quella propria, divenne politicamente umanista e recettivo di ogni cosa buona e di ogni fede sincera nella libertà e tolleranza civile”. Frutto di questo percorso politico, che ci restituisce l’attualità e il senso profondo della laicità dell’azione politica di De Gasperi, fu notoriamente la stretta collaborazione con il Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi.
Il contributo fondamentale di Ernesto Rossi alla stesura del Manifesto di Ventotene e il suo burrascoso rapporto con Spinelli, è stato al centro dell’intervento di Piero Graglia, membro della giunta esecutiva del Comitato. Del federalista giacobino del titolo, al quale Antonella Braga, dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Novara, dedica un lavoro non meno appassionato di quanto era la carica polemica che Rossi metteva nella sua azione politica, Graglia ha sottolineato la vicinanza provata per “i battitori liberi”. Proprio questa simpatia per gli spiriti indipendenti favorì la nascita della feconda amicizia con Altiero Spinelli. Discutendo del rapporto laici – cattolici in funzione della costruzione di un’Europa federale, Francesco Gui ha presentato una corrispondenza del 1962 in cui il pur riluttante “Esto”, laico intransigente, sarebbe stato invitato da Spinelli a lottare assieme ai cattolici per l’Europa federale. Un risultato non scontato vista la virulente polemica con il cattolicesimo che caratterizza il pensiero e l’opera politica e giornalistica di Ernesto Rossi, ma possibile per il mutuo riconoscimento di entrambe le parti dell’utilità di un fronte comune per ottenere la massima integrazione politica possibile.
Nella prospettiva delle elezioni europee e nella evidente consapevolezza del dovere, per il nostro Paese, di svolgere un ruolo trainante all’interno dell’Unione, la riflessione storica sui tre federalisti, divisi per formazione, ma uniti dall’impegno per la democrazia federale europea, assume una valenza di indiscutibile attualità.