Il messaggio di Francesco Rutelli, ministro dei Beni e le Attività Culturali, presidente onorario del Comitato Spinelli

Cari amici,

trovandomi nell’impossibilità di partecipare all’incontro di oggi, 31 agosto, ricorrenza della nascita di Altiero Spinelli, intendo innanzitutto salutare e ringraziare gli esponenti del Comitato, del Comune di Roma e dell’Aiccre, che hanno reso possibile l’evento, insieme al ministro Amato, ai proff. Biagini e Lanchester e a tutti coloro che si trovano raccolti in una sede così carica di memorie federaliste per rendere il doveroso omaggio al padre dell’Europa, il nostro Altiero, che abbiamo tutti conosciuto e ammirato per la sua dedizione tenacissima e insostituibile alla causa degli Stati Uniti d’Europa, della federazione democratica europea, dello stato federale fondato sul consenso dei popoli e su quella costituzione a cui non dovremo mai rinunciare.
E’ stata dunque un atto di coerenza e di lungimiranza la decisione del Comitato Spinelli – al quale sono riconoscente per avermi conferito la presidenza onoraria – di invitare a ritrovarsi insieme, sia pure in una data organizzativamente non favorevole, tutti coloro che avvertono come proprio l’impegno dimostrato in tale circostanza dal Capo dello Stato in persona. Pubblicando proprio ora, per i tipi del Mulino, un volume dedicato all’autore del Manifesto di Ventotene, il presidente Napolitano ha voluto sottolineare e comunicare a tutti i cittadini l’importanza di una ricorrenza come quella odierna, la straordinarietà di una figura quale quella di Altiero e soprattutto la grandiosità della visione e della prospettiva politica che il novello Ulisse, il fondatore del Movimento federalista europeo (ed anche dell’Istituto Affari Internazionali), ha affidato alla nostra generazione. Ce le ha affidate come stella polare, imperativo morale, compito capace di veramente “edificare” – secondo le parole di Paolo di Tarso, fatte proprie da Altiero – a vantaggio dei popoli europei e di tutta la comunità umana. E noi non mancheremo di raccogliere il testimone, di fare insomma la nostra parte.
Sono convinto infatti che anche voi, oggi riuniti per recepire e diffondere l’impulso proveniente dal Capo dello Stato, concordate sul fatto che la costruzione europea deve diventare, o ritornare ad essere, obiettivo condiviso della Repubblica italiana, nei suoi fondamenti ideali e identitari, nella sua continuità con l’esperienza irrinunciabile della Resistenza, nella sua vocazione dichiarata a contribuire ad affermare la democrazia nel mondo in un modo il più possibile pacifico e partecipe, attraverso la costruzione di precisi assetti istituzionali a carattere federale, come Spinelli non si stancava mai di esigere e rivendicare.
Il nostro impegno non è di parte, bensì unitario e unificante, in quanto consapevole della missione affidata all’Italia dalle sue tradizioni storico–culturali e dai doveri politici del presente, di cui il Comitato Spinelli stesso si è fatto opportunamente promotore, dedicandosi ad estendere la riflessione su Altiero e sul suo messaggio universale agli ambienti dell’università, della cultura e della scuola, alla società civile, coinvolgendo al tempo stesso le comunità diffuse sul territorio, spesso non formate per affrontare e connettere i propri legami con una storia più grande, il pubblico giovanile e la cittadinanza nel suo insieme.
Spinelli padre dell’Europa, Spinelli compagno di Rossi e Colorni, Spinelli autore della stupenda autobiografia Come ho tentato di diventare saggio, Spinelli legato indissolubilmente alla figura di Ursula, Ursula Hirschmann, tedesca, ebrea, “senza patria», federalista, deve divenire un patrimonio di tutto il popolo italiano e della sua cultura.
Nell’augurare il felice svolgimento di un incontro che, come sottolinea il titolo dell’iniziativa, congiunge la commemorazione e la testimonianza con la perpetuazione di una coraggiosa scelta di libertà, nel rinnovare il saluto più cordiale a tutti i presenti, rivolgo infine un plauso a Italo Spinelli, per il suo contributo all’opera di popolarizzazione delle figura di suo zio Altiero, ed anche a Cantiere Europa e ai dirigenti e tecnici dell’Acea, per l’impegno profuso nel rendere partecipe il pubblico romano del significato della ricorrenza odierna.
31 agosto 2007.
Cari amici, “la strada deve essere percorsa, e lo sarà”.

On. Ministro FRANCESCO RUTELLI