Lazar Fundo (1899 –1944)

Biografia a cura di Giovanni Falcetta

Zai (o Llazar o Lazar) Fundo nacque a Korcia (Albania) il 20 Marzo 1899 da una famiglia di commercianti originaria della città albanese medievale di Voskopoja. Completò la scuola secondaria al liceo francese di Salonicco (Grecia) e gli studi universitari in giurisprudenza a Parigi. In Albania, all’inizio degli anni ’20, egli fu uno dei promotori dell’associazione comunista «BASHKIMI» (L’Unità), creata da Avni Rustemi. Dopo l’assassinio di quest’ultimo, Fundo venne designato, all’unanimità, direttore di questa associazione. Nell’anno 1924 diresse il periodico «BASHKIMI».
Fu anche uno dei primi fondatori del Partito Comunista Albanese.
Nei giorni della Rivoluzione Democratica Borghese, capeggiata dal vescovo greco–ortodosso albanese Fan Noli, venuto appositamente dagli USA (Giugno 1924), Fundo fu tra i più stretti collaboratori di quest’ultimo, assieme a Luigi Gurakuqi, Gjergi Fishta, Hasan Prishtina, Tajar Zavalani, etc. Aveva 25 anni, era uno degli attivisti più noti e godeva di una grande reputazione.
Dopo il crollo del governo Noli, Fundo andò in esilio insieme ad alcuni amici, mandati a studiare in Unione Sovietica con la raccomandazione di Noli e fece parte della sezione comunista albanese del Komintern denominata «KONARÉ». Nel 1933 fu a Berlino assieme a Gijorghi Dimitrov quando questi subì un processo presso il tribunale di Lipsia con l’accusa di aver ordito l’incendio del Reichstag. Dopo l’assoluzione dell’imputato, Fundo, la sua convivente Maria Margaretha Stemmer (che aveva procurato anche uno degli avvocati del collegio di difesa) e l’amico Dimitrov fuggirono, prima a Parigi e, successivamente, in URSS.
In questi lunghi anni d’esilio (1924–1939), Fundo scrisse articoli per il giornale «CLIRIMI NACIONAL» (La Liberazione Nazionale) da lui stesso diretto assieme a Fan Noli, Halim Xhelo, etc. Ebbe anche un ruolo importante nell’organizzazione dei volontari albanesi che andarono a combattere contro Franco in difesa della repubblica spagnola e nell’organizzazione politica «FRONTI NATIONAL» creata a Parigi nel 1936. Tra gli anni ’20 e ’30 fu uno dei maggiori collaboratori del periodico «LA FEDERATION BALKANIQUE» che veniva pubblicato a Vienna in varie lingue.
Ma, ben presto (negli anni 1937–38, il periodo delle grandi Purghe) fu deluso e indignato dalla barbara dittatura di Stalin. Interrogato dalla «Ciska» del Komintern, riuscì a salvarsi grazie alla sua amicizia con Dimitrov e a fuggire in Francia (1937?), Svizzera e in altri Paesi europei.
Nel 1938 Fundo Ruppe ogni rapporto con il PCA (Partito Comunista Albanese) e con il Komintern. Dopo l’invasione fascista italiana dell’Albania (1939), Fundo ritornò a Korcia e si dedicò alla propaganda politica antifascista contro gli invasori italiani. Ma presto (1941), fu arrestato dalla polizia della questura italiana di Tirana e deportato al confino di Ventotene come un pericolosissimo oppositore del regime mussoliniano. Dopo il crollo del Fascismo, nonostante le amichevoli e fraterne pressioni di parecchi socialisti italiani ( tra i quali Sandro Pertini, che ebbe un ultimo incontro con lui a Roma nell’Agosto 1943) che volevano convincerlo a restare in Italia per combattere con loro il fascismo, Fundo decise di ritornare in Albania per battersi assieme ai suoi compatrioti, comunisti compresi, contro il nazifascismo. Ma, catturato dai partigiani di Enver Hoxa mentre si trovava a Kolesian di Kukes vicino Gjakova (Kossovo) assieme ai fratelli Kreziju (anch’essi reduci da Ventotene ed antifascisti, non comunisti) e ad una missione militare inglese, dopo essere stato ferocemente torturato, fu fucilato, come troshkista e «rinnegato», per ordine di Hoxa, a sua volta esecutore di un ordine di Tito e del Komintern moscovita, all’età di 45 anni, nel Settembre 1944.