Una vita per la liberta' Ernesto Rossi (1897-1967)
Verbania, 26-27-28 ottobre 2007

Ernesto rossi

Economista, storico, polemista, giornalista d'inchiesta tra i piu' efficaci, Ernesto Rossi (1897-1967) fu tra i fondatori del movimento di "Giustizia e Liberta'". Arrestato con Riccardo Bauer, pago' la sua opposizione al fascismo con nove anni di galera (tra i quali uno scontato nel carcere di Pallanza) e quattro di confino sull'isola di Ventotene, dove elaboro' con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni il Manifesto per un'Europa libera ed unita (1941). Per lui Gaetano Salvemini, conosciuto nel 1919, fini' per sostituire la figura paterna; e l'affetto era ricambiato: "Se avessi mai potuto fabbricarmi un figlio su misura, me lo sarei fabbricato pari pari come te", gli scriveva Salvemini. Rossi fu anche legato da rapporti di stima e amicizia a Carlo e Nello Rosselli, con i quali aveva gia' condiviso l'esperienza della pubblicazione clandestina del "Non mollare", a Firenze, nel 1925.

Con Altiero Spinelli fu tra i fondatori del Movimento federalista europeo (1943) e ne promosse le battaglie in favore della federazione europea durante gli anni dell'esilio svizzero (1943-1945) e nel dopoguerra, sino all'abbandono dell'attivita' federalista nel 1954, dopo la delusione per la sconfitta del progetto di costituente europea legato alla CED (Comunita' europea di difesa).

Sottosegretario alla Ricostruzione nel governo Parri, per piu' di un decennio, dal 1945 al 1958, Rossi fu presidente di un ente pubblico di primaria importanza nell'economia dell'immediato dopoguerra, l'Azienda per il Rilievo e l'Alienazione dei Residuati bellici (ARAR), incarico che egli ebbe da Ferruccio Parri e nel quale fu confermato da Alcide De Gasperi. L'ARAR fu un caso piu' unico che raro di ente pubblico che produceva consistenti utili per le finanze dello Stato e che si autoliquido' quando concluse il proprio mandato.

Nel dopoguerra Rossi divenne paladino di un'Italia laica, liberale, piu' civile, combattendo numerose battaglie contro la commistione tra economia e politica, il potere monopolistico della grande industria e dell'altra finanza, la corruzione amministrativa, il conservatorismo delle corporazioni sindacali e le ingerenze clericali nello Stato. Nel dicembre del 1955, Rossi fu tra i fondatori del Partito Radicale. Contemporaneamente si dedico' alla ricerca e al giornalismo d'inchiesta sul "Mondo". Dal 1963 svolse la sua attivita' di pubblicista su "L'Astrolabio" di Ferruccio Parri. Mori' a Roma il 9 febbraio del 1967.


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